BACHECA
Carta di Comunità del clan Vetus Auximon.
Anno scout 2010/2011
Questa Carta di Comunità nasce dall'analisi del percorso compiuto dal nostro Clan fino ad ora e racchiude in essa gli obiettivi che intendiamo raggiungere. L'esigenza di riscriverla è sorta dalla volontà di rendere più concreti e verificabili gli impegni che ci siamo prefissati. La firma di questo documento diventa quindi un gesto fondamentale, in quanto essa sancisce la nostra volontà di impegnarci al massimo per raggiungere gli obiettivi che la carta contiene.
FEDE
Il Clan/Fuoco è uno dei luoghi in cui maturiamo il nostro cammino di fede e la nostra formazione
spirituale, essenziale per la crescita di ognuno di noi in quanto cura e sviluppo della vita interiore, stimolo alla ricerca di valori spirituali.
In particolare, è importante saper vivere la nostra comunità come una comunità cristiana:
· con la conoscenza e confronto con la Parola, riferimento nel nostro vivere quotidiano,
· nello sperimentare l’amore concreto di Dio vivendo e partecipando all'Eucaristia
· nel testimoniare nella Carità il nostro servizio verso gli altri.
Vogliamo vivere la fede come un dono del Signore e cogliere la vocazione che Dio rivolge ad ognuno di noi, superando l'apatia che di tanto in tanto ci colpisce.
Nonostante nella Carta di Clan l'argomento Fede venga analizzato e approfondito in un punto a se stante, riteniamo che esso permei tutti gli altri, in quanto la Fede è inscindibile da ogni altro aspetto della vita della comunità.
· Il nostro Clan si impegna a vivere la fede non più come un'abitudine ma come una continua ricerca; a questo proposito la Comunità ha deciso di iniziare una lettura approfondita del Vangelo, leggendone un brano ad ogni riunione ed esponendo le nostre riflessioni e i nostri dubbi su di esso, che verranno chiariti dopo un certo periodo di tempo con l'aiuto dell'Assistente Ecclesiastico, di altre “voci” esterne alla comunità o tramite esperienze dirette.
· Vogliamo inoltre concretizzare il messaggio del Vangelo e i valori cristiani che cerchiamo di vivere all'interno del Clan, portando una testimonianza di essi anche nelle esperienze di tutti i giorni, affinché non rimangano semplici parole astratte dette tra di noi.
ESSENZIALITA'
Così come il punto Fede, abbiamo deciso di trattare separatamente la questione dell'essenzialità per sottolinearne l'importanza, sebbene anche essa sia un aspetto che permea ogni parte della vita di Clan.
Per noi è importante interiorizzare il valore dell'essenzialità, il quale consiste nel privarci di qualcosa che reputiamo nostro di diritto per donarlo agli altri con gioia, in quanto tutte le risorse che sfruttiamo non ci appartengono, ma sono un dono di Dio per tutta l'umanità, e perciò vanno preservate. Tuttavia, non reputiamo l'essenzialità una mera privazione, ma ci impegniamo a farla diventare un vero e proprio stile di vita basato su una sobrietà che restituisca il giusto valore alle cose. Necessario per raggiungere questo obiettivo è conoscere la realtà del mondo, costituita anche da ricchi e poveri, da fame, benessere, spese pazze e inutili... per poi intervenire alla luce del messaggio evangelico.
COMUNITA'
Riteniamo che col tempo il nostro Clan sia diventato troppo “abitudinario”, perciò ci prefiggiamo come obiettivo principale quello di ricreare una nuova Comunità, tra i cui membri vi sia innanzitutto trasparenza, e dove ognuno comprenda le esigenze degli altri. Per far ciò è necessario abituarsi al dialogo tra i vari componenti del Clan, esponendo le proprie idee in modo diretto e sincero, accogliendo quelle degli altri, cercando di comprenderle e di discuterne in modo fraterno, al fine di arricchirsi reciprocamente e crescere.
La Comunità è molto più di un gruppo di amici: raccoglie persone unite dalla voglia di fare strada insieme, partendo dalla condivisione dei valori della Fede (Parola, Eucarestia, Servizio) e dello Scoutismo;
· in base a questi ogni membro del Clan è chiamato a impegnarsi ad essere presente e partecipe a tutte le attività proposte durante l'anno. Difatti, proprio il riconoscimento di determinati valori ci rende possibile definire il nostro gruppo una Comunità. Per questo è una scelta molto più matura e coerente lasciare il Clan chiarendo ciò che non si condivide, piuttosto che continuare a presentarsi “per abitudine”, o assentarsi come se niente fosse. Va da sé che la Comunità rimane sempre aperta ad arricchirsi della presenza di nuove persone o ad accogliere nuovamente chi per un periodo se n’è distaccato.
· In caso di eventuale assenza, è quindi necessario, soprattutto per una questione di rispetto nei confronti del Clan, avvisarne uno o più membri.
Il Clan è una Comunità che si rinnova ogni anno, si trasforma; è in continua crescita. Ogni Rover e Scolta è chiamato a contribuire a questi cambiamenti mettendo le proprie idee e le proprie capacità a disposizione degli altri; questo significa partecipare attivamente e costantemente a tutti i momenti di vita Scout, lavorando con serietà e cognizione. Per la crescita della comunità è importante anche impegnarsi nel trapasso nozioni, inteso come un reciproco arricchimento che nasce dal mettere in comune le esperienze e le conoscenze di ciascuno.
Essendo vicini all'età adulta, non vogliamo più rimanere spettatori passivi di attività che ci vengono proposte dall'alto, come accadeva in Branco ed in Reparto, ma vogliamo avere un ruolo attivo e propositivo nella vita della Comunità;
· perciò il nostro Clan si impegna a collaborare con i Capi nella programmazione, preparazione e gestione delle varie attività, e a prendere insieme a loro le decisioni fondamentali per la Comunità.
Scegliendo di proseguire il cammino scout, intraprendiamo un sentiero di auto-educazione che ci rende protagonisti della nostra crescita. Questo significa essere continuamente in cammino, “fermarsi” per guardarsi dentro e poi ripartire, tesi al raggiungimento di nuovi obiettivi per diventare uomini/donne per affrontare in modo maturo e consapevole il nostro vivere la quotidianità.
STRADA
Per
noi la strada è un luogo d’incontro; in cui si cammina, si riflette, ci si
confronta con gli altri e con se stessi tramite delle esperienze che altrove non
si potrebbero fare, grazie alle quali si cresce sia personalmente che in
Comunità. In quanto tale, la strada, ci spinge a camminare e a entrare in
contatto con ambienti e persone diverse; è dunque fondamentale che il Clan abbia
la consapevolezza dell’importanza del rispetto nei confronti delle realtà che
incontra, rispetto per le regole, per le persone e i luoghi dove soggiorna.
· Proprio per concretizzare questo concetto di rispetto e raggiungere l’obiettivo di affinare la propria attenzione nei confronti dell'Altro, ogni membro del Clan lungo il cammino si impegna ad avvicinarsi a chi ha più difficoltà, adeguando il proprio passo al suo per sostenerlo moralmente e fisicamente, nei limiti delle proprie possibilità.
Il cammino ci mette necessariamente alla prova tramite ostacoli che sta a noi scavalcare.
· Al fine di superare questi i limiti, il Clan si impegna a fare strada anche durante l’anno, in modo tale di abituarsi gradualmente alla fatica e al peso dello zaino.
Lungo la strada non possiamo fare a meno di pensare a Chi ha creato boschi e montagne, sentieri battuti e segnalati. E’ Colui che ci ha donato una giornata di sole o un riparo dalla pioggia nelle giornate di maltempo... la strada è, dunque, un momento privilegiato d’incontro con Dio.
Essenzialità, avventura, fatica nel raggiungere la meta, gioia, condivisione, preghiera… tutto si intreccia per rendere “unica” un’esperienza.
Ci impegniamo con la firma della Carta di Clan a vivere così anche nella quotidianità.
SERVIZIO
Il servizio è fondamentale nella nostra scelta.
Servire per noi non è solo dedicare qualche ora del nostro tempo agli altri, ma è anch’esso uno stile di vita; è un atteggiamento di apertura che ci rende disponibili verso gli altri in qualsiasi circostanza, anche quando ci sembra di non potercela fare o di non avere la voglia.
È farsi ultimi tra gli altri come ci ha insegnato Gesù; è un impegno, una chiamata a riconoscere nel prossimo un fratello perché è nel nostro prossimo che troviamo Dio. È in questo senso di fraternità che ci appare chiara anche la differenza tra fare servizio per gli altri e fare servizio con gli altri, con la consapevolezza di un reciproco arricchimento. Ecco perché il sevizio è qualcosa di più del rendersi utile agli altri; il servizio implica il costruire una relazione con l’altro e trova la sua motivazione nella vocazione all’amore e alla fratellanza del nostro essere cristiani.
Ma a livello pratico come possiamo far si che queste parole non rimangano solo nella nostra mente ma si trasformino in un impegno concreto?
· Il nostro Clan si impegna ad informarsi, ricercare e scovare con spirito critico le realtà che lo circondano e i relativi problemi, non rimanendo passivi di fronte ad essi, ma attivandosi possibilmente per risolverli.
Infatti, perché il nostro servizio sia realmente utile, dobbiamo essere innanzitutto competenti: per competenza intendiamo la conoscenza delle nostre possibilità e dell’ambiente in cui dovremo servire; competenza è anche capire quando e come il nostro servizio è veramente utile.
Bisogna inoltre stare attenti a non perdere di vista lo scopo del servizio, che non è un ritorno di immagine, né una continua ricerca di gratificazioni.
· Per eliminare l’idea diffusa secondo cui il servizio extra-associativo non sia un esperienza appagante, è necessario che i membri del Clan ne facciano esperienza con mente aperta, senza pregiudizi, ricordando che esso, oltretutto, serve per una crescita personale.
· Il Clan si impegna a fare delle esperienze di servizio extra-associativo comunitario e, allo stesso tempo, ogni componente a fare esperienze di servizi in ambiti diversi al fine di comprendere se si è in grado di abbracciare il servizio come stile di vita.
SCELTA POLITICA
Durante l'anno ci siamo interrogati sul vero significato della scelta politica. Essa non è qualcosa di estraneo agli altri punti della Carta di Clan poiché è l'attuazione dei valori fondamentali di cui è costituita (fede, servizio, comunità).
Abbiamo capito che scelta politica non coincide con la scelta partitica, ma con la cittadinanza attiva: lo Stato, e nel nostro piccolo la città, non è un'entità a noi estranea, ma una comunità in cui ogni cittadino è chiamato a partecipare e a dare il suo contributo per il bene comune.
Per questo ci impegniamo sia singolarmente sia come comunità a compiere le nostre scelte quotidiane prendendo come punti di riferimento il Vangelo, la Legge Scout e la Promessa. Non vogliamo limitarci a discorsi astratti che rimarranno tra le mura della sede, ma dare una testimonianza concreta e un esempio attraverso le nostre azioni.
Ed infine, quando ci sentiamo pronti a fare delle scelte consapevoli e concrete, a testimoniare il Vangelo e i valori scout anche al di fuori della vita di Comunità; quando decidiamo di fare del servizio il nostro stile di vita e maturiamo una scelta politica; quando decidiamo di indirizzare la nostra volontà e tutte le nostre capacità verso quello che abbiamo compreso come la verità, il bene e il bello... allora possiamo dirci pronti per la Partenza.
Essa non è da considerarsi un punto d'arrivo, il coronamento di anni di scoutismo, ma proprio ciò che la parola stessa ci suggerisce... un punto da cui partire per iniziare un nuovo percorso della nostra vita, che potrà includere o meno la vita scout, senza dimenticarne i contenuti.
Buona strada .
Osimo, 30 giugno 2011
Route estiva che si svolgerà tra Camaldoli e La Verna (AR) dal 11 al 18 Agosto 2011
Partenza giovedì 11 agosto
treno: 8,43 jesi--> 10,14 foligno--> 12,42 arezzo--> stia 14,12
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Giorno |
Tratta |
Dove dormire |
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11/08/11 |
stia-->lonnano (6-7 km) |
Parrocchia santi vito e modesto |
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12/08/11 |
Lonnano--> camaldoli (11 km) |
Campeggio tra eremo e monastero |
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13/08/11 |
Camaldoli--> badia prataglia (10-13 km) messa ore 18,00 del sabato |
Parrocchia santa maria assunta |
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14/08/11 |
Badia prataglia--> rimbocchi (10-15 km) |
Casa del tipo con le tende |
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15/08/11 |
Rimbocchi--> la verna (7-8 km) |
Tau autogestito al santuario |
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16/08/11 |
La verna--> dama (4-5 km) |
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17/08/11 |
Dama--> santa maria del sasso (13 km) |
Monastero (ci sono sia suore di clausura che i frati) |
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18/08/11 |
Santa maria del sasso--> bibbiena (2 km) |
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Ritorno giovedì 18 agosto
treno: 11,21 bibbiena--> 12,00 arezzo--> 15,01 foligno--> jesi 17,35

19/02/2011
N O V I Z I
Ehi! Ma tu lo sai da dove vieni ?
Ma soprattutto chi sei ?
Se la cosa ti incuriosisce non perderti assolutamente l’anteprima MONDIALE del nuovo kolossal
“VETUS AUXIMUN SCOUTS”
La proiezione si terrà sabato 15/05/10 presso la sede del Masci
Alle ore 17,30 per gli esploratori e le guide
Alle ore 18,30 per i lupetti, il clan e il Masci
La festa sarà allietata da un grazioso buffet !!
NON MANCATE !!!
E soprattutto non dimenticate i soldini per la merenda
CARTA DI CLAN OLD
La carta di che ?
E’ la domanda che affiora nelle menti dei novizi, e che, persino dopo svariato tempo, a volte ritorna anche nei ragazzi/e del clan per cui può essere difficile coglierne a pieno il significato.
Per comprenderne l'utilità e lo scopo è necessario l'aiuto dei più grandi e... di questa breve introduzione...
CARTA, FIRMA: IMPEGNO
E' nell'età del clan/fuoco che diventiamo “grandi” e poi maggiorenni: siamo noi ora a firmare i documenti, perché abbiamo personalità giuridica e iniziamo a prenderci i nostri primi seri impegni nei confronti della società.
La firma è segno di assenso legale agli atti, approvazione, impegno.
E allora nel clan/fuoco nasce l'esigenza di fermare su carta la propria adesione, la propria approvazione nei confronti di una scelta di vita e di una “legge” che non è fatta di codici e dictat, ma di vie più sottili e profonde che in tanti anni di scoutismo dovrebbero far parte di noi.
Una carta di comunità non è mai una fotografia del clan/fuoco che l'ha scritta, ma è la mèta che il gruppo si prefigge a breve e lungo termine e punto di riferimento personale e comunitario lungo il cammino..
Sei pronto a partire ? E allora in marcia! Si parte per (e con) la strada.
La strada porta noi scout a scoprire il mondo, la gente e guardare meglio a noi stessi. Quando lasciamo casa e carichiamo lo zaino sulle spalle ci prepariamo ad affrontare nuove esperienze che ci segneranno e ci renderanno più coscienti e forti. Questo vale da quando facciamo la promessa di lupetto, ma diventa ancor più vero quando stacchiamo le insegne di capo squadriglia ed entriamo nel clan. E' solo durante l’esperienza della vita di comunità che si impara ad apprezzare i molteplici significati che la parola “strada” ricopre. Percepiamo sulle nostre spalle il peso dello zaino e la difficoltà del sentiero, in un percorso che diventa luogo d’incontro con i compagni di strada, e con noi stessi. Questo camminare lo facciamo nostro e i ricordi che conserveremo saranno spunto di riflessione: ecco la strada che silenziosamente facciamo dentro di noi, che ci porta a maturare e partecipare alla nostra vita con coerenza e serenità.
E' per la completezza che la strada offre che abbiamo deciso che la nostra carta di comunità avrà come fulcro e guida la strada e da questa partirà per fissare sulla carta gli altri punti del nostro impegno.
STRADA, stile di vita
Vi sarete di certo chiesti come mai un rover/scolta durante l'estate non si ferma in un comodo campo fisso, ma segue un percorso a tappe, una route. Il cammino tempra il fisico e ci rende più consapevoli. Ogni giorno lasciamo un posto (magari "meglio di come lo abbiamo trovato") e veniamo accolti altrove: può essere un contesto naturale come una route in montagna o un contesto urbano nel caso di una route di servizio. Forte deve essere la consapevolezza dell’importanza del rispetto nei confronti dell’ambiente con cui entriamo a contatto; rispetto per le regole, le persone o i luoghi dove soggiorniamo. Dunque il rispetto per la natura e le persone fanno parte della nostra carta di comunità.
Ma andiamo avanti: quanto è importante la preparazione tecnica di un clan per la route? Un rover/scolta sviluppa la competenza che si addice alla sua età ed impara a spese proprie l'importanza dell'essenzialità, quando lo zaino pesa e la strada è ancora lunga. Sono situazioni spiacevoli, è vero, ma è in momenti come quelli che mettiamo in gioco noi stessi e conosciamo i nostri limiti e le nostre potenzialità. E poi è la sete di avventura che spinge a lasciare le nostre comode abitazioni di città per scoprire altri luoghi e persone, con un poco di sudore!
Lungo la strada non possiamo fare a meno di pensare a chi ha creato boschi e montagne, sentieri battuti e segnalati. E' colui che ci ha donato una giornata di sole o un riparo dalla pioggia nelle giornate di maltempo; la strada è un momento privilegiato di incontro con Dio.
Essenzialità, avventura, fatica nel raggiungere la meta, condivisione, preghiera…sono valori importanti che non devono essere legati ad un’esperienza. Impegniamoci con la firma della carta di comunità a farli vivere nella quotidianità.
Impariamo a camminare lungo il sentiero accompagnati dal passo dei nostri compagni di clan, perché strada significa anche incontro, condivisione, attenzione. Fare strada è camminare insieme. Non solo lungo i sentieri delle route, ma nel percorso che anno per anno il clan/fuoco si costruisce, certi della volontà di creare insieme una comunità, punto di riferimento e confronto nel cammino di ciascuno. Lo scout che cammina non è solo, ma muove i suoi passi insieme ad altri ragazzi ed adulti che come lui hanno scelto di vivere una certa esperienza e di avere come riferimento i valori espressi nella Legge. Ragazzi e ragazze che insieme ai capi clan/fuoco e assistente ecclesiastico sono parte della nostra comunità...
COMUNITA', occasione di vita
Una persona trova la propria identità solo facendo delle scelte; in particolare, uno Scout dà alla propria vita un senso fondato sui valori della Legge Scout: parliamo dei valori legati alla dignità dell’uomo, alla lealtà, alla coerenza, al rispetto, alla tolleranza, alla fiducia… Vivere la Comunità significa quindi vivere secondo la Legge, e avere il coraggio di manifestarne i valori nelle scelte di tutti i giorni.
La Comunità è molto più di un gruppo di amici: raccoglie persone unite dalla voglia di fare strada insieme, partendo dalla condivisione dei valori dello Scoutismo; proprio il riconoscimento di determinati valori ci rende possibile definire il nostro gruppo una Comunità. Per questo è una scelta molto più matura e coerente lasciare la Comunità perché non se ne condividono uno o più aspetti fondanti, piuttosto che continuare a presentarsi “per abitudine”, come se niente fosse. Va da sé che la Comunità rimane sempre aperta ad arricchirsi della presenza di nuove persone o a ri-accogliere chi per un periodo se n’è distaccato certi che non si possa parlare di condivisione senza confronto e scambio di opinioni.
Il clan/fuoco è uno dei luoghi in cui maturiamo il nostro cammino di fede, la nostra formazione spirituale, essenziale per la nostra crescita in quanto cura e sviluppo della vita interiore, stimolo alla ricerca di valori spirituali. In particolare, è importante il saper vivere la nostra comunità come una “comunità cristiana” che come tale, ci spinge ad approfondire il nostro cammino attraverso la conoscenza della Parola, quale punto di riferimento nel nostro vivere quotidiano, a partecipare alla vita cristiana e sperimentare l’amore di Dio vivendo l'Eucaristia, a testimoniare il senso della parola Carità con il servizio. Impariamo a vivere la fede come un dono del Signore, una chiamata che significa anche coraggio e continua ricerca; vogliamo quindi cogliere la vocazione che è in ognuno di noi, superando l'apatia che di tanto in tanto ci colpisce. Facciamoci testimoni, all’interno della vita di clan così come a al di fuori, dei valori cristiani non solo a parole ma con il nostro modo di affrontare ogni situazione, portando il Vangelo in ogni esperienza vissuta.
Al servizio del clan/fuoco sono posti i capi che hanno una funzione di guida; loro compito è quello di contribuire a creare e far crescere la comunità ed allo stesso tempo sviluppare un rapporto di tipo personale con ciascun rover/scolta in un clima di fiducia, attenzione, disponibilità reciproca, cercando attraverso il punto della strada di seguire il cammino di crescita di ciascuno, promovendone l'auto-educazione.
I capi sono inoltre chiamati a mettere a disposizione le loro esperienze di vita facendosi testimoni nelle loro scelte e nel loro agire dei valori cristiani e dei valori scout.
VALORI, fondamenta della comunità
Per vivere in serenità e profondità il nostro cammino all'interno della Comunità è indispensabile la conoscenza e la riflessione sui valori che essa porta, cercando il coraggio di difenderli anche quando sono diversi dall'opinione comune, quando sono inconcepibili per la massa oppure “fuori moda”.
Coeducazione e apertura agli altri…
Coeducazione significa apprezzare il confronto (non lo scontro) con gli altri come momento di crescita, cercando di esprimere le proprie idee in modo corretto ed accettando costruttivamente le critiche altrui. Questo vuol dire innanzitutto capacità di rispettare idee diverse dalle proprie, pur non condividendole, impegnandosi in uno scambio di opinioni sereno in un clima che tende ad essere fraterno. E ancora sentirsi liberi di esprimere, con moderazione, il proprio pensiero riguardante gli altri, imparando a riconoscere e valorizzare le capacità che rendono ognuno di noi unico, accettando bisogni e limiti altrui e rispettando i diversi tempi di crescita.
Autoeducazione
Scegliendo di proseguire il cammino scout, intraprendiamo un sentiero di auto educazione che ci rende protagonisti della nostra crescita. Questo significa essere continuamente in cammino, “fermarsi” per guardarsi dentro per poi ripartire, tesi al raggiungimento di nuovi obiettivi per diventare uomini/donne pronti per affrontare in modo maturo e consapevole il nostro vivere la quotidianità.
Riconoscere il ruolo della Comunità nella Progressione Personale: non un impegno puramente autoreferenziale, ma un’occasione di cui far partecipi gli altri, così da dare modo a tutti di contribuire tramite il confronto e il dialogo.
Assumersi le proprie responsabilità, portando avanti e con convinzione, gli obiettivi scelti. Questo vuol dire anche il mettersi in discussione, l’essere pronti ad un confronto sereno, impegnandosi, in ogni momento, a esprimere le proprie opinioni senza aver paura che non vengano condivise.
Rispetto e Lealtà
I componenti della Comunità credono nel rispetto e nella fiducia reciproca; il rispetto si misura nella capacità di ascolto degli altri, nel sapersi porre in modo corretto, nella puntualità…
Essere leali comporta il superamento dei propri pregiudizi, delle piccole viltà e l'accettazione delle conseguenze dei propri gesti. Riconosciamo l'importanza di essere leali con se stessi (scoprendo e accettando i propri limiti e sentimenti) e con gli altri, affinché l'incontro col prossimo diventi occasione di scambio e di vera condivisione.
Impegno e partecipazione
Il clan è una comunità che si rinnova ogni anno, si trasforma; è in continua crescita. Ogni rover e scolta è chiamato a contribuire a questi cambiamenti mettendo le proprie idee, le proprie capacità a disposizione degli altri; questo significa partecipare attivamente e costantemente a tutti i momenti di vita Scout, lavorando con serietà e cognizione.
Per la crescita della comunità anche impegnarsi nel trapasso nozioni, inteso come un reciproco arricchimento che nasce dal mettere in comune le esperienze e le conoscenze di ciascuno.
Ma la strada del rover/scolta non è solo la route in montagna, uno scout cammina per le strade della sua città e incontra gli amici, conosce persone fortunate come lui e persone meno fortunate. Ecco allora che lo scout è chiamato – o meglio – chiama sé stesso al servizio, non più l’episodica Buona Azione del lupetto, ma un diverso modo di orientare la propria vita a servizio del prossimo.
SERVIZIO, impegno di vita
Il servizio è fondamentale nella nostra scelta. Servire per noi non è solo dedicare qualche ora del nostro tempo agli altri ma è una scelta di vita, uno stile di vita; è un atteggiamento di apertura che ci rende disponibili verso gli altri in qualsiasi circostanza anche quando ci sembra di non potercela fare o di non averne la voglia; è farsi ultimi tra gli altri come ci ha insegnato Gesù; è un impegno, una chiamata a riconoscere nel prossimo un fratello perché è nel nostro prossimo che troviamo Dio. E’ in questo senso di fraternità che ci appare chiara anche la differenza tra fare servizio per gi altri e fare servizio con gli altri, con la consapevolezza di un reciproco arricchimento. Ecco perché il servizio è qualcosa di più del rendersi utili agli altri; il servizio implica il costruire una relazione con l’altro e trova la sua motivazione nella vocazione all’amore e alla fratellanza del nostro essere cristiani. Ma a livello pratico come possiamo far sì che queste parole non rimangano solo nella nostra mente ma si
trasformino in un impegno concreto? Dobbiamo stare attenti alla realtà che ci circonda e saper riconoscere le situazioni in cui possiamo intervenire col nostro aiuto. Bisogna stare attenti però a non perdere di vista lo scopo del servizio, che non è un ritorno di immagine, né una continua ricerca di gratificazioni, ma un sapersi donare incondizionatamente e senza riserve che aiuta non solo gli altri ma anche noi stessi nel nostro cammino di crescita umano e spirituale. Sappiamo che il servizio non sempre è piacevole né appagante e quindi è molto più difficile in questi casi accettare di sottomettersi alla necessità apparentemente non gratificante. Perché il nostro servizio sia realmente utile bisogna essere in ogni caso competenti: per competenza intendiamo la conoscenza delle nostre possibilità e dell’ambiente in cui dovremo servire; competenza è anche capire quando e come il nostro servizio è veramente utile.
Strada, comunità, servizio implicano il mettersi all’opera, il rimboccarsi le maniche, il fare... Ma fare perché? Bisogna sapere per cosa agire, a chi rivolgere le nostre azioni... Questo necessita una riflessione interiore, che spesso alcuni di noi tralasciano…
INTERIORITA', SCELTA E PARTENZA
Ecco allora che ritorniamo al concetto di strada. Questa volta, però, si intende qualcosa di intimo, il saper guardarsi dentro, focalizzare il nostro cammino di crescita, facendo ordine tra i tanti pensieri; un ritorno in se stessi per dar senso al nostro agire.
Come uomini e donne facenti parte di una giovane Comunità in cammino siamo consapevoli che l'esperienza Scout ci spinge alla ricerca di uno stile di vita che non sempre risulta conforme ai modelli correnti; dunque coscienti di essere chiamati a far parte di una comunità sempre più vasta ( la nostra città, la nostra nazione, il nostro mondo), ci impegniamo a farci promotori di quei valori che abbiamo sperimentato nella vita di clan.
Il primo passo è aprire gli occhi su quanto avviene attorno a noi.
Negli anni di clan impariamo a dare un significato più ampio all’espressione “scelta politica”. Impegno politico che vuol dire innanzitutto conoscere ciò che avviene nella “polis”, nella città , cercando un’informazione non viziata da connotazioni partitiche, e partecipare alla vita pubblica , cercando di rendersi utili nelle diverse occasioni che si presenteranno.
E' qui che termina il nostro percorso in clan/fuoco: quando ci sentiamo pronti per operare delle scelte consapevoli, capaci di improntare la vita quotidiana su quei valori che abbiamo sperimentato come esperienza all’interno del clan: testimoniare la propria vocazione di fede, la partecipazione alla vita politica e la volontà di orientare la propria vita al servizio.
E’ questa la partenza.